Sabato 10 novembre 2007, all’età di 90 anni, dopo breve malattia, è tornato al Padre il sacerdote don Paolo Barchi.

Nato a Pralboino il 05.09.1917, è cresciuto nella parrocchia di S. Andrea apostolo. Ordinato sacerdote  a Brescia il 03.06.1944, è stato vicario cooperatore a Pavone Mella (1944-1951) e a Castelletto di Leno (1951-1962). E’ nominato parroco prima a Comella (1962-1969) e poi a Bassano Bresciano (1969-1993).Ritornato a Pralboino nella casa paterna ha prestato servizio pastorale presso la Casa di Riposo locale e ha collaborato con la parrocchia soprattutto per il sacramento della confessione.

Domenica 11 alle ore 11 la salma è stata portata processionalmente dalla sua abitazione alla chiesa parrocchiale dove, lunedì 12, presieduti dal Vescovo Ausiliare di Brescia Mons.Francesco Beschi, si sono svolti i funerali. Hanno concelebrato la S. Messa esequiale con il Vescovo 27 sacerdoti.

Il suo testamento spirituale

Innanzi a Dio che mi chiamò all’esistenza, che mi fece il dono inestimabile della Fede Cristiana e del Sacerdozio e mi conservò nel suo Santo Servizio, intendo dire il mio grazie riconoscentissimo. La lunga vita, o mio Signore, che mi hai concesso per il bene della tua Chiesa, ora te la rendo, nella speranza che ti sia stata gradita! Perdona i miei peccati! Accetta questo mio supremo Sacrificio in unione a quello del Divino Redentore Crocifisso per mio e nostro amore. Grazie, Signore, per avermi fatto crescere in una buona famiglia ed avermi poi dato altre famiglie spirituali, quelle delle parrocchie nelle quali sono passato nell’arco di tanti anni: Pavone Mella, Castelletto di Leno, S. Maria in Comella, Bassano Bresciano, Pralboino; famiglie ch’io ho tanto amato soprattutto fra la gioventù, i poveri ed i sofferenti. Queste ultime mie parole esprimono la viva speranza di rivedere tutti in Dio, perché questo è lo scopo vero della nostra esistenza terrena. A voi che rimanete ancora quaggiù, quale mia ultima predica, raccomando: tornate alla formazione religiosa, che sola ci dà spiegazione esauriente del perché della vita; restituite alla famiglia il suo carattere sacro senza il quale né la chiesa né la società civile possono sostenersi. Ritornate ad un’educazione più severa della gioventù; rifiutate ogni mezzo di comunicazione sociale che dissacra la persona umana e spesso è infetto di slealtà. Ritornate alla santificazione completa, costante e gioiosa dei giorni festivi; amatevi tutti come Cristo ci ha insegnato. E voi carissimi Bassanesi, che per tanti anni ho amato e servito ed ancora amo, conservate e potenziate quella vita cristiana che vi distingueva. In questi anni di lontananza da voi, vi ho sempre ricordato con tanto affetto e prometto che continuerò a farlo nell’eternità presso Dio. Tutti benedico. Pralboino, 13 giugno 1995 – Sacerdote Paolo Barchi

La notizia sui giornali locali

AVEVA 90 ANNI. OGGI A PRALBOINO I FUNERALI
Morto don Paolo Barchi, parroco di Bassano per 24 anni

Ha destato profondo cordoglio nella Bassa, in particolare a Pralboino dove era nato ed era tornato ad abitare dopo la pensione ed a Bassano Bresciano dove era stato parroco per 24 anni, la morte di don Paolo Barchi, 90 anni.
Alle 11 di ieri la salma, dall’abitazione di via Garibaldi dove era allestita la camera ardente, è stata trasferita nella chiesa parrocchiale di S. Andrea Apostolo di Pralboino, dove alle 11.15 si è tenuta la veglia di preghiera.
I funerali saranno celebrati alle 14.30 di oggi, lunedì nella stessa chiesa parrocchiale. Seguirà la sepoltura nel locale cimitero.
Don Paolo Barchi era stato ordinato sacerdote a Brescia nel giugno 1944. Poi era stato curato a Pavone Mella dal 1944 al 1951, a Castelletto di Leno dal 1951 al 1962; parroco di Comella, frazione di Seniga, dal 1962 al 1969; parroco di Bassano Bresciano dal 1969 al 1993. Poi era tornato a Pralboino, collaborando, fino all’estate scorsa, nella celebrazione delle funzioni liturgiche della Parrocchia, in particolare presenziava sempre alla Messa festiva delle 10 per i ragazzi e i giovani del paese.
La comunità di Bassano, alla quale era legato da particolare affetto, lo ricorda «come pastore buono e amorevole, parroco zelante, fervido annunciatore della parola del Signore e gli è molto riconoscente per il bene ricevuto in ventiquattro anni di intenso apostolato». Anche la comunità di Comella di Seniga ricorda don Paolo, «per otto anni arciprete vigile e prudente della parrocchia, pastore e amico».
(dal Giornale di Brescia di lunedì 12 novembre 2007)

PRALBOINO. Alle 14,30 sarà celebrato il funerale di don Paolo Barchi scomparso a 90 anni
Oggi l’ultimo saluto al parroco ricercatore
Questo pomeriggio, Pralboino dirà addio a un religioso che ha lasciato il segno in alcune comunità della Bassa. Alle 14,30 verrà celebrato il funerale di don Paolo Barchi, morto all’età di 90 anni. Da ieri la salma è esposta al centro della navata della chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo, che ieri sera ha ospitato la veglia funebre. È lo stesso tempio in cui il 4 giugno del 1944, da novello sacerdote, don Paolo, a 27 anni, aveva celebrato la sua prima messa.
Don Barchi era nato in paese il 5 settembre 1917. Il padre era un funzionario di banca, e lo fece studiare facendogli ottenere il diploma di maestro. A studi completati Paolo Barchi era stato chiamato a compiere il servizio militare. Diventò ufficiale dell’esercito, ma proprio in quel periodo maturò la vocazione al sacerdozio.
«Veniva in seminario con la divisa militare e frequentava le lezioni di teologia e morale – ricorda mons. Luigi Corrini, parroco emerito di Verolanuova, ieri presente alla veglia funebre per ricordare il servizio alla chiesa dello scomparso -. Presi i voti il religioso fu vice parroco e parroco a Pavone Mella dal 1944 al 1951, poi a Castelletto di Leno dal 1951 al 1962, quindi si stabilì nel santuario della Madonna di Comella dal 1962 al 1969, e infine operò a Bassano Bresciano, restandoci per 24 anni per poi ritirarsi a Pralboino rendendosi ancora utile al servizio religioso nella casa di riposo fino a quando la salute glielo ha permesso.
Da parroco di Comella fece ricerche sulla Pieve romanica della seconda metà del secolo XII, interamente restaurata dal 1921 al 1927.
                                                           (da Bresciaoggi di lunedì 12 novembre 2007)